27 Maggio – Incontro con Associazione Libera

Evento in occasione della Giornata della Legalità con l'Associazione LIBERA

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I volti della legalità:  incontro con Luisa Impastato e Don Armando Zappolini

Il 27 maggio gli alunni delle classi terze della scuola Secondaria di Primo grado hanno incontrato presso il centro studi CR Volterra, Luisa Impastato e Don Armando Zappolini, concludendo così il Progetto Libera, che prevedeva la sensibilizzazione dei ragazzi sui temi della legalità, l’educazione alla solidarietà e alla tolleranza, la conoscenza dei principi fondamentali della Costituzione, la formazione del futuro cittadino e l’acquisizione del senso critico.

Ad aprire l’incontro è stato Don Zappolini che ha raccontato della sua esperienza come educatore nelle comunità di tossicodipendenti e come questo lo abbia portato a combattere la mafia: “ Vedere tanta sofferenza, scaturita dall’uso della droga, mi ha spinto a voler combattere chi aveva creato tanto dolore…”. Come ben sappiamo la mafia ha il controllo della produzione e della vendita della droga ed il mercato che produce uno dei maggiori profitti. Dopo aver parlato di come è entrato a far parte di Libera e delle iniziative contro la mafia a cui ha partecipato, ha passato la parola a Luisa Impastato.

Luisa, figlia del fratello di Peppino, ha presentato ai ragazzi un Peppino dalle mille sfaccettature, facendoli entrare in intimità con questa figura di rilievo. Ha mostrato il Peppino studente, amante dei classici e soprattutto di Pasolini, tanto da aver vissuto la notizia della scomparsa del letterato come un lutto; il Peppino-figlio, figlio di un mafioso al quale si ribella e dal quale viene comunque stimato e amato; il Peppino fratello, dalla personalità a volte ingombrante; il Peppino attivista, che aveva costituito il gruppo Musica e cultura per condividere idee, arte e bellezza con gli amici; il Peppino politico impegnato nella campagna elettorale, di cui risulta vincitore postumo; il Peppino infangato, accusato di essere un terrorista e suicida, ma soprattutto ha raccontato del Peppino semplice ragazzo, non un eroe: una persona ordinaria ma dal coraggio straordinario. “Peppino non era un eroe, io se penso agli eroi penso agli Avengers, che hanno poteri magici…Peppino non aveva poteri magici…era un ragazzo come voi…era un ragazzo che aveva tanto coraggio”. Luisa ha rimarcato il fatto che chi combatte la mafia non deve essere chiamato eroe, perché questa parola deresponsabilizza dal fare ciò che è giusto e ha invece sottolineato che tutti quanti possono nel loro piccolo fare qualcosa di semplice ma grande.

Luisa, che non ha mai conosciuto personalmente lo zio, ha riportato la sua storia attraverso i racconti della nonna Felicia, soffermandosi sulla sua figura, parlandone con emozione e fierezza e mostrandone la grande forza d’animo e il profondo coraggio.

Felicia, infatti, ha lottato per ottenere la verità e la giustizia che Peppino meritava. L’eclatante gesto della nonna è stato quello di rompere ogni legame familiare con i parenti mafiosi e ad avvalorare la sua scelta, mossa dalla forza più grande al mondo che è l’amore, è stata la rinuncia a qualsiasi forma di vendetta, strumento tipico mafioso. Felicia, come ben sappiamo, però ha dovuto aspettare ben 24 anni prima di ottenere giustizia.

Luisa, con la sua testimonianza, ha evidenziato l’importanza di non smettere di raccontare una storia, perché ciò comporterebbe il dimenticarla, perdendo l’insegnamento che poteva donare. Ha rimarcato quanto la cultura e la conoscenza siano fondamentali per contrastare la mafia e tutte quelle forme subdole che possano ridurre la libertà e i diritti. Ha sottolineato, poi,  l’importanza di saper scegliere da quale parte stare: per fare ciò è importante conoscere e avere coraggio. Infine ha consigliato di creare gruppo perché “una nuci sula rintra un saccu unni fa scrusciu”: una noce sola dentro il sacco non fa rumore.

L’incontro è stato vissuto con grande coinvolgimento dai ragazzi che hanno partecipato attivamente e con interesse anche ponendo molte domande.

Ringraziamo nuovamente Luisa e Don Armando, augurandoci di poter riorganizzare nuovi incontri per le future classi terze.